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Un Universo di fotoni

I successi ottenuti dalle teorie ondulatorie della luce, culminate con la formulazione dell’Elettrodinamica Classica, portarono gli scienziati dell’Ottocento a ritenere praticamente chiuso il secolare problema della natura della luce.

La luce che ci arriva dalle stelle è quindi rappresentata da un insieme di onde dette elettromagnetiche che dopo, aver viaggiato nello spazio interstellare vuoto, vengono raccolte dai nostri telescopi. Ciascuna onda elettromagnetica ha una determinata lunghezza d’onda λ e l’insieme di tutte queste onde costituisce quella che noi chiamiamo luce bianca. In particolare l’intervallo di lunghezze d’onda comprese tra 400 e 700 nm costituisce quella parte di luce visibile con i nostri occhi nota appunto come luce visibile. Ovviamente quest’ultima è solo una piccola parte di tutte le lunghezze d’onda che costituiscono la luce, la cui totalità prende il nome di spettro elettromagnetico.

L’arcobaleno è un fenomeno naturale dove la luce proveniente dal Sole viene scomposta in tutte le sue componenti mostrando ai nostri occhi la parte di luce visibile dello spettro elettromagnetico.

Lo spettro elettromagnetico, ovvero la scomposizione della luce bianca nelle sue componenti “colorate”, è ben visibile in un arcobaleno.

Qui sotto riportiamo la classificazione delle onde in funzione della loro λ:

  • Onde radio: > 1’000’000’000 nm
  • Microonde: 1’000’000 – 1’000’000’000 nm
  • Infrarossi: 700 – 1’000’000 nm
  • Luce visibile: 400 – 700 nm
  • Ultravioletto: 100 – 400 nm
  • Raggi X: 0.001 – 100 nm
  • Raggi γ: < 0.001 nm

In questo e nei futuri articoli considereremo solamente la luce visibile ed il vicino infrarosso/ultravioletto, uniche radiazioni in grado di essere rivelate dai sensori CMOS e CCD commerciali.

Alla luce di quanto detto le stelle sono quindi sorgenti di onde elettromagnetiche. La visione ondulatoria della luce venne però messa in dubbio all’inizio del Novecento quando una teoria appena nata, la Meccanica Quantistica, prevedeva che la luce presentasse sia aspetti di natura ondulatoria così come descritti dall’Elettrodinamica Classica, sia aspetti di natura corpuscolare. Come è possibile che la luce si comporti in modi talmente differenti? Questo non è chiaro e prende il nome di dualismo onda corpuscolo: la luce è sia onda che particella (nota come fotone).

La visione quantomeccanica dei “fenomeni luminosi” pare quindi mettere d’accordo tutti ma nello stesso tempo apre una voragine filosofica sulla natura ultima della luce.

Il dualismo onda corpuscolo si riflette ovviamente anche sulla nostra visione dell’Universo che quindi ora è duplice. Le stelle sono pertanto sia delle sorgenti di onde elettromagnetiche che delle generatrici di fotoni.

Quando la luce di una stella raggiunge lo specchio primario del vostro telescopio può pertanto essere riflessa come un’onda del mare che sbatte sul molo oppure, in chiave corpuscolare, i fotoni che la costituiscono possono rimbalzare sulla superficie del vostro specchio come palline da ping pong.

In questo caso entrambe le descrizioni vengono a coincidere. Non sempre è così. Infatti l’interferenza tra due onde elettromagnetiche è descrivibile solo in termini ondulatori, mentre l’effetto fotoelettrico alla basa della rivelazione della luce da parte di sensori CMOS e CCD è descrivibile solo in termini corpuscolari.

Ma se ciascuna onda elettromagnetica può essere caratterizzata da una lunghezza d’onda λ, come possiamo caratterizzare il fotone? La domanda può essere riformulata nel seguente modo: cosa caratterizza una particella in moto? La risposta è la massa e la velocità, ovvero in una parola: l’energia. Ogni fotone può avere un’energia che i fisici esprimono con un’unità di misura detta elettronvolt (eV). Qui sotto riportiamo la classificazione dei fotoni in funzione delle loro energie E:

  • Onde radio: < 0.00000124 eV
  • Microonde: 0.00000124 eV – 0.00124 eV
  • Infrarossi: 0.00124 – 1.7 eV
  • Luce visibile: 1.7 – 3.1 eV
  • Ultravioletto: 3.1 – 12.4 eV
  • Raggi X: 12.4 – 1’240’000 eV
  • Raggi γ: > 1’240’000 eV

Come potete vedere quindi l’Astrofotografia Digitale si occupa della rivelazione di fotoni con energia dell’ordine di qualche eV.

Nell’anno 1900, un fisico tedesco di nome Max Planck, formulò una legge in grado di associare ad un fotone di energia E la corrispettiva lunghezza d’onda λ ovvero un ponte tra il mondo corpuscolare e quello ondulatorio. La legge di Planck è data da:

E = hc/λ

Dove h è una costante nota come costante di Planck e c è la velocità della luce nel vuoto. In unità di misura “comode” per l’astrofotografia digitale il prodotto hc è uguale a circa 1240 eV nm.

Per un astrofilo a questo punto la pioggia non è solo fenomeno di sventura ma, se si tratta di pioggia di fotoni e non d’acqua, può essere un piacere per occhi, CCD e fotocamere digitali.




IC 1318 – 26/06/2012

Briosco (MB), 26/06/2012 – IC1318

Telescopio guida: Newton SW 200 mm f/4 + camera Magzero MZ-5m. Inseguimento con PhD guiding ad 1s.
Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Carbon Fiber TS 80 mm f/7 + spianatore di campo 0.8x + filtro Astronomik H-alfa 13 nm + Canon EOS 500D Modificata Baader. Controllo Canon EOS Utility.
Somma di 8 pose da 7 minuti (totale 56 minuti) ad 800 ISO + 32 bias + 5 dark + 31 flat effettuata con IRIS. Estrazione del canale rosso effettuata con Nebulosity2. Elaborazione finale Photoshop CS2/CS3.

IC1318 - 26/06/2012




M82 (NGC 3034) – 06/03/2011

Sormano (CO), 06/03/2011 – M82

Telescopio di guida: Newton 150 mm f/5 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 2s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + 0.8x spianatore/riduttore + Canon EOS 500D. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 10 pose da 10 minuti a 200 ISO + 3 dark + 30 bias + 26 flat (Geoptik flat generator). Elaborazione IRIS + Photoshop CS5

 

M82 (NGC 3034) - 06/03/2011

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M81.




M65 (NGC 3623) – 25/02/2012

Passo San Marco (BG), 25/02/2012 – M65

Telescopio di guida: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 1s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Newton SkyWatcher WidePhoto 200 mm f/4 + correttore di coma + Canon EOS 500D modificata. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 9 scatti da 8 minuti a 400 ISO (1.12 h) + 53 bias + 9 dark + 54 Flat
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS3.

M65 (NGC 3623) - 25/02/2012

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M66.




M20 (NGC 6514) – 17/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 17/06/2012 – M20

Telescopio di guida: Newton SkyWatcher 200 mm f/4 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 1s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D modificata (e raffreddata ad aria). Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 6 scatti da 8 minuti a 400 ISO (48 min) + 40 bias + 5 dark + 49 flat
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

M20 (NGC 6514) - 17/06/2012

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M8.




M20 (NGC 6514) – 03/07/2011

Passo del Mortirolo (BS), 03/07/2011 – M20

Telescopio di guida: Newton 150 mm f/5 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 2s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 20 pose da 3 minuti a 800 ISO + 20 dark + 40 bias + 39 flat (Geoptik flat generator + 2 stop). Elaborazione IRIS + Photoshop CS2

 

M20 (NGC 6514) - 03/07/2011

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M8.




M20 (NGC 6514) – 09/07/2010

Passo del Giovà (PV), 09/07/2010 – M20

Somma di 9 immagini da 4 minuti di posa a 640 ISO effettuato con zoom 300 mm Canon, fotocamera Canon EOS 40D.

 

 

 

M20 (NGC 6514) - 09/07/2010

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M8.




M18 (NGC 6613) – 16/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 16/06/2012 – M18

Telescopio di guida: Newton SkyWatcher 200 mm f/4 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 1s con PHD Guiding.

Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D modificata. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 7 scatti da 8 minuti a 400 ISO (56 min) + 40 bias + 5 dark + 49 flat
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

M18 (NGC 6613) - 16/06/2012

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M17.




M43 (NGC 1982) – 25/12/2011

Sormano (CO), 25-26-27/12/2011 – M43

Telescopio di guida: Newton SkyWatcher 150 mm f/5 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 2s con PHD Guiding.

Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D modificata. Controllo EOS utility.

Dati di ripresa: HDR delle seguenti immagini:
8 scatti da 1020 secondi a 400 ISO + 55 bias + 4 dark + 55 Flat
7 scatti da 408 secondi a 400 ISO + 65 bias + 4 dark
8 scatti da 204 secondi a 400 ISO + 4 dark
10 scatti da 68 secondi a 400 ISO + 4 dark
2 scatti da 34 secondi a 400 ISO + 4 dark
10 scatti da 34 secondi a 200 ISO + 4 dark + 5 bias
10 scatti da 34 secondi a 100 ISO + 4 dark + 5 bias
10 scatti da 17 secondi a 100 ISO + 4 dark
10 scatti da 9 secondi a 100 ISO + 4 dark
TOTALE TEMPO ESPOSIZIONE: 14336 secondi (4.00 h)
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

M43 (NGC 1982) - 25/12/2011

Immagine ottenuta dal crop dell’immagine di M42.




M8 (NGC 6523) – 17/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 17/06/2012 – M8

Telescopio di guida: Newton SkyWatcher 200 mm f/4 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 1s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D modificata (e raffreddata ad aria). Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 6 scatti da 8 minuti a 400 ISO (48 min) + 40 bias + 5 dark + 49 flat
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

M8 (NGC 6523) - 17/06/2012




M17 (NGC 6618) – 16/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 16/06/2012 – M17

Telescopio di guida: Newton SkyWatcher 200 mm f/4 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 1s con PHD Guiding.

Telescopio di ripresa: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore 0.8x + Canon EOS 500D modificata. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 7 scatti da 8 minuti a 400 ISO (56 min) + 40 bias + 5 dark + 49 flat
Eleborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

 

M17 (NGC 6618) - 16/06/2012




M27 (NGC 6853) – 15/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 15/06/2012 – M27

Telescopio di guida: Rifrattore ED Tecnosky carbon fiber 80 mm f/7 + MagZero MZ-5m. Controllo ogni 2s con PHD Guiding.
Telescopio di ripresa: Newton SkyWatcher WidePhoto 200 mm f/4 + correttore di coma + Canon EOS 500D modificata. Controllo EOS utility.
Dati di ripresa: 1 scatto da 8.5 minuti a 400 ISO + 35 bias + 5 dark + 32 flat
Elaborazione effettuata con IRIS + Photoshop CS2/CS3

 

M27 (NGC 6853) - 15/06/2012




Luna – 16/06/2012

Passo del Mortirolo (BS), 16/06/2012 – Luna

Mosaico di 3 immagini da circa 500 frame ripresi con Rifrattore ED Tecnosky Carbon Fiber 80 mm f/7 + Filtro IR-cut + camera Celestron Nextimage. Elaborazione Registax 6.1 + Photoshop CS3

 

 

 

Luna - 16/06/2012




Luna – 30/05/2012

Briosco (MB), 30/05/2012 – Luna

Mosaico di 11 immagini da 400 frame ripresi con Newton SkyWatcher 200mm f/4 + Filtro IR-cut + camera Celestron Nextimage. Elaborazione Registax 6.1 + Photoshop CS3

 

 

 

Luna - 30/05/2012

 




Luna – 29/05/2012

Briosco (MB), 29/05/2012 – Luna

Mosaico di 7 immagini da 400 frame ripresi con Newton SkyWatcher 200mm f/4 + Filtro IR-cut + camera Celestron Nextimage. Elaborazione Registax 6.1 + Photoshop CS3

 

 

 

Luna - 29/05/2012




Cratere Eratostene – 29/05/2012

Briosco (MB), 29/05/2012 – Cratere Eratostene

Somma di 6 immagini da 500 frame ripresi con Newton SkyWatcher 200mm f/4 + Barlow TeleVue Powermate 5x + camera Celestron Nextimage. Elaborazione Registax 6.1 + Photoshop CS3.

 

 

 

Cratere Eratostene - 29/05/2012




Eclissi Totale di Sole – 11/08/1999

Dachau (Germania), 11/08/1999 – Eclissi Totale di Sole

Di seguito riportiamo alcune immagini riprese in occasione dell’eclissi totale di Sole. La camera è una Nikon FE2 + obiettivo Tamron 80-210 mm utilizzato a 210 mm + duplicatore di focale Tamron (focale equivalente 420 mm). Pellicola Kodakchrome. Le fasi parziali dell’eclissi sono state invece riprese sempre con la camera Nikon FE2 ma al fuoco diretto di un rifrattore acromatico Antares Venere 100 mm f/10.

 

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999

Le immagini della totalità così digitalizzate sono state elaborate con Photoshop al fine di ottenere la seguente immagine con maggiore dinamica:

Eclissi Totale di Sole - 11/08/1999




NGC 2246 – 06/02/2011

Sormano (CO), 06/02/2011 – NGC 2246

Guida: MagZero MZ-5m al fuoco diretto di un Newton Skywatcher 150 mm f/5.
Ripresa: Canon EOS 500D non modificata al fuoco diretto di un rifrattore ED Tecnosky Carbon Fiber 80 mm f/7 + riduttore/spianatore di campo 0.8x + filtro UHC-E da due pollici.
Montatura: Skywatcher NEQ6 + GPS.
Dati di ripresa: 9 frame da 600 secondi a 800 ISO. 3 dark frame, 21 flat frame (Geoptik flat field generator), 20 bias frame. Elaborazione effettuata con IRIS + DSS + Photoshop CS5. (Clicca qui per l’immagine originale in formato JPG)

NGC 2246 - 06/02/2011